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TIMPA DEI SANTI: ULTIME NOVITA’ SULLA CHIESA RUPESTRE

L’interesse per i nostri insediamenti rupestri finalmente ha valicato i confini del Marchesato ed ha condotto presso i nostri siti studiosi ed un certo turismo culturale.  

Ma anche le nostre istituzioni sono divenute in questi ultimi tempi più sensibili alla valorizzazione ed alla conservazione di questo patrimonio di cui fino a qualche anno fa non v’era contezza.   In effetti vi sono insediamenti degni di tutto rispetto che testimoniano in modo inconfutabile le nostre radici storiche come il sito di Timpa dei Santi, in territorio di Caccuri, posto sulla sommità di una rupe a picco sul fiume Neto.

 

  Immagine del cristo Pantocrator


Avevo già descritto l’insediamento su un precedente numero de “Il Crotonese” ma una nuova visita al sito  ha dato l’impulso, grazie ad un più minuzioso esame, a nuove scoperte in parte da me enunciate in una recente intervista in loco da parte di Rai 3. Dirò innanzi tutto che la cripta, fatto straordinario, è stata a suo tempo tutta intonacata ed interamente affrescata; pochi sono nel Salento e nel Materano esempi di tal genere, presso cui molto spesso ci si è limitati in epoca medievale a dipingere solo icone o gruppi di santi in oasi parietali. In secondo luogo sono state individuate nell’affresco due croci ben visibili, anche se deteriorate dal degrado dell’intonaco; sono poste l’una di fronte all’altra nelle due pareti laterali, l’una greca, l’altra latina. Una riflessione è d’obbligo: secolo X d.C. od ancor prima, sembra che in tal periodo la cripta sia stata affrescata e con iconografia interamente bizantina: al centro l’icona del Pantocrator con la scritta XP, l’immagine dell’Arcangelo Gabriele posta a sinistra, secondo prassi iconografica della Chiesa orientale ben consolidata; sulla parete laterale sinistra, appena percettibili, i resti in carboncino d’una Madonna Odighiatria. Ed allora perché anche la presenza delle due croci se l’icona del Cristo redento è per la chiesa orientale già esaustiva a rappresentare la massima espressione iconografica di fede? 

   La croce greca

 E’ da dedurre allora che la presenza della croce latina rappresentava il riconoscimento ed il rispetto della comunità laurotica orientale nei riguardi  della simbologia cristiana d’estrazione latina del luogo in cui essi erano ospiti, mentre la croce greca era rappresentata per doverosa associazione. Nella cripta di Timpa dei Santi insomma sono presenti, espresse iconograficamente, due diverse angolature di una unica concezione cattolico-cristiana: l’Oriente preferisce rappresentare il Cristo nella serena immagine di redento e benedicente, l’occidente latino ama rappresentarlo nella cruda realtà della sua passione, tramite l’onnipresente emblema della croce.                                                                                            
Croce latina

 
Un altro elemento di novità per Timpa dei Santi è l’osservazione di una seconda chiesa rupestre posta, insieme ad altri tre antri, sull’apice di un immenso burrone e nascosta tra i cespugli. La cripta presenta nicchie per icone ma gli affreschi sono ormai smunti; l’esposizione al vento di scirocco e l’arenaria più friabile hanno operato una più veloce erosione degli interni.   Quel sito rupestre invita comunque ad una riflessione: in una Calabria dove il periodo medievale è carente di fonti scritte, una documentazione così importante, quali i dipinti della chiesa in grotta, “unicum” nel suo genere, come ha avuto modo di definirla il prof Giuseppe Roma docente dell’Università della Calabria, può essere considerata elemento prezioso che lega storia e fede, assolutamente da conservare.  

 Francesco Cosco