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Guerrieri Kurgan o “contadini” anatolici alle origini delle lingue indoeuropee?

Le novità!

Il protoindoeuropeo é ancora più vecchio di quel che sembrava. Si acclara che sia originario dall’Anatolia, e fin dall’VIII sec. a.c. anzicché dalle scorrerie dei leggendari guerrieri Kurgan del V secolo a.c. Quindi dall’Anatolia si é espanso a 360 gradi: i rami sono penetrati verso l’occidente europeo, in India, in Persia e ovunque. Se si scorre il lessico dei relativi vocabolari risaltano evidenti e sorprendenti analogie, voci simili, talvolta uguali! Ma a quando risale la diaspora dell’Anatolico che, a quanto sembra, ha dato luogo alle lingue oggi dette indoeuropee?

 

  Stele funeraria Kurgan

Una nuova cronologia

 La novità che acclara nuovi tempi e luoghi della diaspora linguistica è appresa per un articolo di Maria Chiara Montani: in uno studio pubblicato a fine Novembre (2003) su Nature, Russell Gray e Quentin Atkinson, del Dipartimento di Psicologia di Auckland, in Nuova Zelanda, fanno risalire l'inizio della nascita dei vari rami dell'Indoeuropeo a un periodo compreso tra i 9.800 e i 7.800 anni fa ed alla espansione del popolo anatolico. La polemica é pronta, la discussione é aperta, in quanto secondo una precedente teoria l’indoeuropeo era stato diffuso dai guerrieri Kurgan di origine asiatica e solo 6000 anni fa. Ma sembra che i due studiosi neozelandesi abbiano ragione da vendere in quanto la loro teoria è partorita da metodi scientifici. Quale il tipo di ricerca dei due eminenti accademici a sostegno della loro verità? La glottocronologia! E’ una tecnica che si basa sull’analisi della percentuale di parole di radice comune, tra due lingue, per stabilire da quanto tempo hanno preso strade diverse. Il computo, applicato ad 87 lingue indoeuropee su tremila termini, a secondo la ricorrenza o meno delle stesse, ha fatto pervenire i due a stabilire tra i 7.800 ed i 9.800 anni fa la diffusione e quindi la differenziazione dell’Indoeuropeo in più lingue, al posto dei 6000 anni considerati finora. Quale il popolo detentore in origine del protoindoeuropeo? L’Anatolico. Hanno applicato una metodologia simile a quella  usata dagli zoologi per costruire gli alberi evolutivi delle specie animali in base alle differenze e alle somiglianze anatomiche! Ma se essi hanno ragione cade tutta una impalcatura del passato in cui si dava per acclarata la diffusione dell’Indoeuropeo a circa 6000 anni fa. Si é creduto infatti che i guerrieri asiatici Kurgan, detentori del protoindoeuropeo abbiano invaso, provenienti dall’Asia centrale, il Medioriente, le terre adiacenti al mar Caspio ed al mar Nero, quindi tutta l’Europa e vi abbiano diffuso la loro lingua. Ma sono tutti daccordo i linguisti sulla teoria dei due studiosi neozelandesi? Pare di no, i sostenitori della teoria di Marija Gimbutas sulla diffusione dell’Indoeuropeo da parte dei Kurgan, se ne discostano. Senza però entrare effettivamente nel merito, v’è da dire che ogni metodo scientifico, per quanto approssimativo, enuncia delle verità che nessuna intuizione può cogliere.

 

 

L’epopea dei guerrieri Kurgan

La storia della invasione dei guerrieri Kurgan in Occidente é comunque veritiera. Ma chi erano questi bellicosi asiatici che partiti dall’Asia centrale e dall’alto Volga hanno gettato al vento un apparato che ormai aveva imparato ad usare le prime tecniche agricole e dell’allevamento del bestiame? Le loro tracce sono espanse in regioni sterminate, i monticelli funerari e le loro steli tombali sono diffusissimi. Erano in verità potenti cavalieri e sono divenuti successivamente mitici. In due famose scorrerie, dopo aver addomesticato il cavallo, la prima tra il 4500 ed il 3500 a.c. e la seconda nel millennio successivo,  hanno cominciato a percorrere le steppe del Tagichistan e dell’Uzbechistan e, pervenuti tra il Mar Caspio ed il mar Nero, hanno occupato l’Anatolia e tutte le terre circonvicine. Quindi si sono spinti in tutte le direzioni, pervenendo anche nel cuore dell’Europa. Secondo alcuni linguisti furono essi i detentori di quel ceppo linguistico dal lessico ben strutturato chiamato il protoindoeuropeo. Siamo però nel campo delle ipotesi non suffragate certamente da presupposti scientifici. Solo che, se la teoria dei due studiosi neozelandesi é veritiera, come sembra che sia, noi non siamo gli eredi dei gloriosi guerrieri Kurgan, bensì i discendenti di pacifici contadini dell'Anatolia, cioé dell'odierna Turchia.            

    Cavaliere Kurgan

La diaspora delle lingue é coeva alla diffusione degli insediamenti rupestri?

Lo studio della diaspora dell’Indoeuropeo porta a fare, a proposito della diffusione degli insediamenti rupestri in campo internazionale, delle congetture su dei fenomeni che andrebbero ancor meglio approfonditi. Se il punto di partenza per la diffusione delle lingue indoeuropee si configura con l’Anatolia e paesi circonvicini, bisogna considerare il fatto che quella é la terra, nel mondo, in cui più alta é la concentrazione degli insediamenti rupestri (le grotte), molti dei quali sono considerati di origine preistorica. In una delle sue regioni, la Cappadocia, la vita in grotta é provata dalla presenza di civiltà rupestri almeno fin dal V millennio a.C. Il fenomeno, in data relativamente recente (V sec a.c.), é testimoniato dal greco Senofonte che, nel terzo libro dell’Anabasi, fa una descrizione piuttosto dettagliata in merito a popolazioni troglodite. Orbene, esiste una vasto raggio di territori, a partire dall’Anatolia, in cui, con una intensità manmano decrescente, si irradiano insediamenti rupestri e tutti con caratteristiche analoghe. Tali territori riguardano la Turchia orientale, la Persia, l’Armenia, la Georgia, la Grecia, l’Albania, la Serbia, la Bulgaria, la Romania, l’Italia Meridionale, la Sicilia, la Sardegna e la Palestina. Sono tutti di lingua indoeuropea. Anche in questi paesi si contano grotte risalenti alla preistoria, come, per esempio a Matera, classificabili, alcune, al Paleolitico Superiore. Ma anche i Kurgan, del resto, avevano abitudini troglodite: era infatti un popolo seminomade che creava villaggi ed alture fortificate ma di norma viveva in case semisotterranee, di semplice costruzione, in modo che si potessero abbandonare e ricostruire facilmente. Si può dedurre che sia i popoli anatolici in espansione, che i pionieri asiatici abbiano esportato gli usi relativi alle loro tipologie abitative, anche troglodite.  

La linguistica aiuta ad individuare l’identità etno-culturale europea.  

Un fatto é certo, l’unità socio culturale del continente europeo sarebbe fenomeno non decifrabile, almeno per quanto riguarda le origini temporali, spaziali ed etniche, se non ci venisse in aiuto il fattore linguistico. Infatti la lingua indoeuropea che in tutta Europa si parla scioglie il nodo della provenienza ed  anche dei tempi di provenienza delle popolazioni che hanno concorso nello scorrere dei vari millenni alla formazione della nostra civiltà.

 

Francesco Cosco

Comitato di Dialettologia “Lingua e Parola nel Crotonese”