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CACCURI-GROTTE GEMELLE-DUE ECCEZIONALI TESTIMONIANZE ARCH. NELL'AREA DEL PARCO GROTTE DI CASABONA

CACCURI: LE “GROTTE DEL CLAN”

DUE ECCEZIONALI TESTIMONIANZE ARCHEOLOGICHE

NELL’AREA DEL PARCO GROTTE DI CASABONA

Numerosi gli insediamenti rupestri a Caccuri e, per fortuna, ancora integri. Rappresentano insieme il più grosso villaggio rupestre gravitante intorno a quella che è da considerare l’antica città troglodita di Casabona e tutti ubicati in piccole valli ed anfratti rocciosi, esposti in gran parte al sole di mezzogiorno. Tuttavia il fatto straordinario é la ascoperta, in questi giorni, della presenza in posizione adiacente, di due grotte gemelle, ambedue con le caratteristiche tipiche dell’abitazione troglodita quale descritta dagli studiosi Espedito Iacovelli per Massafra e Domenico Novembre per Göreme (Cappadocia). Il Jacovelli così la descrive: “Le abitazioni erano costituite, per la maggior parte, da uno o da due locali, non troppo grandi e muniti spesso da un muro divisorio monolitico, per separare il soggiorno e la cucina dal vano letto... Numerose erano le nicchie absidali per l’alloggiamento... dei recipienti per la conservazione del vino, dell’olio, del miele, dei legumi e della frutta secca... ”. E per Göreme il Novembre così ne delinea le caratteristiche: “...Le abitazioni mostrano all’interno nicchie di varia grandezza adibite a diversi usi ed uno spartito di vani (una stanza centrale spesso adibita a cucina soggiorno e stanza da letto)...”

 Caccuri: grotte gemelle

Caccuri - due grotte del tipo "abitativo" adiacenti.

E le grotte gemelle di Caccuri sono, parimenti, antri all’interno divisi da una colonna intagliata nella calcarenite in due vani di cui uno era adibito a dormitorio, l’altro a soggiorno. La tipologia delle croste non lascia poi adito a dubbi sulla classificazione cronologica dei due elementi, già attribuibili per la loro struttura ad epoca molto antica. Di solito tali tipologie costruttive nascevano isolate in quanto la famiglia troglodita soleva scavare nella prossimità dell’abitazione, come negli altri insediamenti rupestri (Casabona), gli antri destinati a stalla e deposito. L’escavazione delle due grotte gemelle in posizione adiacente, ambedue di civile abitazione, indica da parte dei trogloditi una particolare scelta dovuta quanto meno all’appartenenza allo stesso “clan” familiare. Doppie le relative grotticelle accessorie il che avvalora l’ipotesi che ad abitare le grotte siano state, comunque, due distinte famiglie. Anche gli insediamenti rupestri di Caccuri, compresi i siti del Castello, di Vurdoi e di Timpa dei Santi, nonché le grotte dei Tre Fanciulli, sono destinate ad essere oggetto, in futuro, di studi più approfonditi ed interdisciplinari (antropologo, archeologo, esperto). Infatti gli insediamenti rupestri solo se appartenenti ad un passato storico potranno essere oggetto degli interessi di studiosi e di turisti: un “parco grotte” di gusci vuoti, senza storia, non interessa nessuno! Ma per i siti rupestri della Calabria Centro-Orientale non é tale caso. La Cappadocia deve la sua fortuna turistica internazionale non solo alle vestigia del monachesimo bizantino, ma soprattutto al fatto che vanta una origine delle prime abitazioni laiche a 4.000 anni a.C (www.andgio.it). Si fanno comunque voti perché le Istituzioni Comunali caccurensi prendano in seria considerazione, ed al più presto, cioè prima che sia troppo tardi, il problema della conservazione e del restauro di almeno una delle due chiese ipogee di Timpa dei Santi, quella dove ancora persistono pitture rupestri relative al Monachesimo italo-greco a dir poco risalenti al IX e X secolo, e rappresenta un vero tesoro d’arte ed una sicura testimonianza ad appannaggio della Storia alto-medievale di tutta la Calabria centro-orientale.

Francesco Cosco

Comitato di Dialettologia: Lingua e Parola nel Crotonese