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Timparello dei Ladri: UN SITO dell’antica eta’ del bronzo IN TERRITORIO DI COTRONEI

Un sito preistorico sul Lago Ampollino

Il toponimo con cui detto sito è indicato é Timparello dei Ladri, piccolo promontorio in mezzo ad un panorama suggestivo sulle acque del lago Ampollino, all’ombra dei più caratteristici biotipi autoctoni dell’antica Silva,

Timparello dei Ladri: UN SITO dell’antica eta’ del bronzo IN TERRITORIO DI COTRONEI

Un sito preistorico sul Lago Ampollino. Il toponimo con cui detto sito è indicato é Timparello dei Ladri, piccolo promontorio in mezzo ad un panorama suggestivo sulle acque del lago Ampollino, all’ombra dei più caratteristici biotipi autoctoni dell’antica Silva, il pino laricio “Varietas Calabrica” l’abete “Alba”, il faggio “Sivestris”. Il luogo, finalmente, per le peculiarità di quanto vi è stato rinvenuto, sta acquisendo adeguata notorietà.

Albarde

I reperti .

I nuovi elementi acquisiti per andar “dentro la notizia”, che tenterò di presentare nel modo più semplice, ma solo in chiave storica, emergono dalla fattura dei reperti ivi rinvenuti e dalla loro analogia ad altri di cui si hanno notizie più certe. Innanzi tutto alla legittima curiosità dei lettori, espongo le sagome dei reperti bronzei ivi rinvenuti nel 1955, similmente a come sono riportate annesse ad un saggio, in un quadro in bianco e nero nel testo: Storia della Calabria antica – Gangemi edit. 1987, pag.156. Autore del saggio suddetto, titolato “Antica età del bronzo”, é Santo Tiné che, oltre ad esibire i reperti, in un vasto excursus chiarificatore sui siti dell’antica età del bronzo in Italia, su quello di Timparello dei Ladri commenta: “ . . . un ricco ripostiglio di armi in bronzo ritrovato nei pressi del lago Ampollino, nel territorio di Cotronei (Catanzaro), attesta sicuri rapporti che la Calabria intrattenne, attraverso la penisola, con le regioni centro-europee”.

La descrizione delle asce. Sembra trattarsi di due asce a lama rivoltata e di sette pugnali di cui due con la lama spezzata. Oltre a presentare il quadro dei reperti dò pure la loro misura, perché il Tiné, nella scientificità della sua relazione, ci ha fornito anche la scala di proporzione tra realtà e sagome rappresentate e la loro sezione. Le due asce a lama rivoltata misurano: la grande cm. 28,6 di lunghezza e cm. 9,2 come massima apertura della lama, la piccola cm 17,3 per 6,5; i pugnali (solo la parte bronzea) misurano in media cm. 21,6 di lunghezza e cm 6 di massima larghezza della lama.

Un sito analogo per reperti: Fiavé. Mi rifaccio ad un concetto del sopradetto studioso, quando parla che il nostro sito ”attesta sicuri rapporti tra Calabria e regioni centro europee”, per dimostrare effettivamente una analogia, almeno per certi versi, tra Timparello dei Ladri ed un altro sito scoperto nel Trentino, Fiavé, in regione subalpina. Lì la conservazione dei bronzi e di altri elementi neolitici è avvenuta in modo più sicuro, più certa la datazione, in una precisa catalogazione stratigrafica nella torbiera che si è venuta a creare nel lago in cui insistevano le palafitte; anche grazie a ciò si è constatato che i reperti di Timparello dei ladri, risultando simili a quelli dei palafitticoli di Fiavé, sono databile tra il XIX ed il XVI secolo a.C. Le immagini di reperti, di luoghi ed un lungo commento descrittivo su quell’insediamento, nonché la ricostruzione ideale di ambienti ed armi, sono consultabili nel 4° numero della rivista “Archeologia Viva” dell’aprile 1989 a cura di Marzatico-Perini, alla pagina 34 e segg.

Ricostruzione ideale di ascia

Ricostruzione ideale di un'ascia

Sorprendenti identità. Sorprendente è l’identità nella struttura morfologica tra le nostre e le loro asce a lama rivoltata: ecco la descrizione dell’ascia di Fiavé: “ . . . è uno strumento da taglio in metallo . . . a corpo piatto: più in particolare una spessa lama diritta con i margini rialzati su entrambi i lati, il taglio arcuato ed il tallone convesso con piccolo solco”. Le asce di Timparello dei Ladri, viste anche in sezione, presentano quasi in toto le caratteristiche sopraddette.

Una ricostruzione ideale. Nella torbiera creatasi nel fondo del lago di Fiavè è stato rinvenuto, nella sua forma originaria, comprendente anche il manico ligneo, un pugnale molto simile a quelli rinvenuti in Timparello dei Ladri; è stata quindi identificata la forma completa del pugnale dell’uomo neolitico: la sommità della lama veniva inserita in un manico ligneo “a pomo” ed i forellini che si notano nel bronzo servivano ad assicurare il metallo al legno tramite punte di sostanza più dura. Sulla scorta di ciò, gli studiosi di Fiavé hanno ricostruito idealmente, come anzidetto, l’immagine di un pugnale neolitico. Per i reperti di Timparello dei Ladri l’analogia a Fiavé è un adeguato riferimento cronologico, ma soprattutto la somiglianza morfologica dei bronzi non può far pensare che a sicuri contatti, tra gli altri, anche tra gli antichi abitatori del neolitico di Calabria e quelli delle regioni centro-europee, giusto il commento del Tiné. Né per le presenti riflessioni mi avvalgo di commentare altre tesi. Le finalità della ricerca storica nella sua immediatezza? Penso debba essere la divulgazione di massa delle scoperte e delle notizie per la conoscenza e la fruibilità, da parte di tutti, dei nostri beni culturali. L’informazione a fini turistici può essere preziosa per le stesse finalità. Farebbe bene il sindaco di Cotronei a pubblicizzare il sito in questione curandone l’inserimento negli itinerari turistici ed apponendo in loco una valida tabella in cui sia esplicitamente reso noto a tutti che: “in questo meraviglioso angolo di Sila,, oggi meta di pescatori sportivi, una volta i nostri antichi predecessori, circa 4000 anni fa, pascolavano le loro greggi, abbattevano i grandi alberi della flora autoctona con le loro pesanti asce bronzee e sorvegliavano armati, dall’alto, la valle del fiume Ampollino, da sempre centro di crocevia”.

Francesco Cosco