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Alcuni cognomi storici del Marchesato

Tutti i cognomi sono storici perché hanno alle spalla la storia della gente che li ha tramandati. Scorrendo pagine di storiografia, di bolle pontificie, di diplomi imperiali, bizantini, normanni, svevi, angioini, affiorano di tanto in tanto cognomi.

Petilia Policastro – Congrega del RosarioPetilia Policastro – Congrega del Rosario

“Gesù nel Tempio tra i dottori”. Particolare. Dipinto di F. Putto realizzato

per volontà di Carmela Mazzuca Oriolo nel 1828

Alcuni cognomi storici del Marchesato

di Francesco Cosco

Tutti i cognomi sono storici perché hanno alle spalla la storia della gente che li ha tramandati. Scorrendo pagine di storiografia, di bolle pontificie, di diplomi imperiali, bizantini, normanni, svevi, angioini, affiorano di tanto in tanto cognomi noti, ancora esistenti tra la gente del circondario. La curiosità, umana vocazione, mi ha spinto a fare ulteriori ricerche ed annotazioni su cognomi molto antichi, alcuni dei quali compaiono nel Vocabolario Etimologico del dialetto della provincia di Crotone “Nella lingua... la storia”, a cura del sottoscritto. Volta per volta ne presenterò alcuni. Non me ne vogliano gli eredi di questi antichi casati se le citazioni talvolta sono stringate o non esaurientemente espresse, nella ricerca di una “brevitas” utile alla sostanzialità dei testi.

Angotti: Cognome presente in quasi tutto il Marchesato ma con concentrazione più sensibile in Crotone, Petilia Policastro, Cotronei, Pagliarelle, Cerenzia, e San Giovanni in Fiore. E' senza dubbio uno dei cognomi più antichi del luogo, di cui si abbia memoria storica. Compare infatti in un atto pubblico del Settembre 1224 in cui i 'bajuli' di Cosenza concedono, per mandato di Federico II° di Svevia, due tenute all 'Abbazia mesorachese del Frigillo, retta da Cistercensi: CHIRICHILLUM et CAPUT TACINAE (oggi Ciricilla e Teste di Tacina). A perfezionare l'atto, quali firmatari, sono tre giudici di (Petilia) Policastro: Angottus, Henricus e Ruggerus (cfr. Carte lat di abbazie Cal. Pratesi). L’origine del cognome secondo il Rohlfs (cfr. Diz. cogn. e sopr. in Calabria) è normanna: esiste difatti il francese Angot come il siciliano Angotta.

Mazzùca e Mazzùka: basso latino maxuca = mazza, ma anche sorta di bastone con la testa d’oro e/o d’argento portato in cerimonie (Voc. etimologico O. Piang.). Cognome tra i più antichi nel Marchesato di cui si abbia memoria storica; in Crotone nell'anno 1233 si è rilevato Bas…lioj MatzÚkoj . Esistono in Grecia i cognomi MatsÚkaj, MatsÚka e MatzÚkij (cfr. Diz. cogn. e sopr. in Calabria, Rohlfs, pag 171). E' poco diffuso; trovasi nelle versioni Mazzuka e Mazzuca (Rohlfs - c.s.) in Petilia Policastro ('U barcu e Mazzuka) da cui esistono derivazioni nel Lazio. In Catanzaro si incontra nella sola versione Mazzuca. Qualcuno ipotizza la possibilità che il cognome possa essersi diffuso dai discendenti di un tal “Muzaka”, generale di Skanderbeg, che, sopravvissuto a quell’eroe, dovette successivamente emigrare in Italia quando Maometto Secondo invase l’Albania. Esistono nella cappella del Rosario, presso la chiesa dell’Annunziata di Petilia Policastro, due quadri del pittore Francesco Putto, dipinti per mandato del Priore Joannes Mazzuca. Sono datati 1834, rappresentano simbolicamente l’Eucarestia ed ambedue recano impresse le immagini di San Domenico e San Tommaso. Altri dipinti, si pensa dello stesso autore, sono contenuti nella Congrega del Rosario; alcuni sono stati ordinati dallo stesso Priore, ma il più bello, che rappresenta “Gesù nel tempio tra i dottori”, è stato realizzato nel 1828 per volontà di “Carmela Mazzuca Oriolo”.

Malena : cognome in Crotone, Cirò, Strongoli, Corigliano e Rossano. Con la sua variante Maleni rappresenta sicuramente l'esito del greco Male…noj che il Brasacchio (cfr St. Econ. della Cal. v.2) considera una delle ultime nobili famiglie bizantine presenti in Rossano verso l'anno 1000. Il Rohlfs (cfr. Diz. cogn. e sopr. in Calabria) cita un Gregorio Maleno, protospatario di Rossano nell'anno1000, nell'anno 1121 un Petros Maleinos in un atto di Stignano, nel 1167 un Michael o' Maleinos diacono a Rossano.

Carvelli e nella versione anche di Carvello, è presente in Roccabernarda, Crotone, Catanzaro, Cosenza ed in Petilia Policastro (ivi é il cognome più diffuso ma nella sola versione in “i”). E’ presente anche a Napoli, riferisce il Rohlfs, anche qui nella sola versione in “i”. Lo stesso dialettologo lo riporta anche come cognome in Grecia nella versione Karbellhs ( cfr. Diz. cogn. e sopr. in Calabria, Longo Ed. G. Rohlfs). La più antica memoria storica di tale cognome in Policastro, per quanto ho potuto rilevare, è del 1538. La famiglia Carvelli è citata, secondo la descrizione di Giacomo Vicedomini, tra le più nobili del paese insieme alla Ruffo, Cayra, Campitelli, Vicedomini ed altre. E ciò nel periodo storico interessato agli ultimi anni del dominio di Andrea Carafa. La mensione storica di tale memoria è del francescano Antonio Mannarino nel suo manoscritto “Cronica Della Celebre ed Antica Petilia detta oggi Policastro”. Al sacerdote Giuseppe Carvelli il 28 novembre 1855 il re di Napoli, con regio decreto reso noto dal “Consiglio Generale di Pubblica Istruzione” accorda il permesso di “tenere Scuola Privata di rudimenti grammaticali e catechismo” il che si può configurare come la prima esperienza di gestione di Scuola per ragazzi in Policastro. Un Carvelli policastrese fu vescovo nel XIX secolo.



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